Il Narratore: ritorni e censure

2 Marzo 2012 Commenti chiusi

Censurato!

Rientrato dopo un lungo periodo di assenza ho scoperto con grande meraviglia che il mio blog Il Narratore è ancora censurato, e di conseguenza non appare in Home Page

Spero che gli ineffabili membri della redazione me ne vogliano spiegare la ragione.

Prima o poi.

Statisticamente parlando

25 Settembre 2010 4 commenti
Il buco nero della follia.

Il buco nero della follia.

Chi sostiene che nella Rete in generale e nella Blogsfera in particolare accadano cose da pazzi diverse da quelle in cui ci imbattiamo quotidianamente è sin troppo evidentemente condizionato dalle dicerie, dai falsi scoop dei giornaletti di quartiere e dalla più generale disinformazione, per non chiamarla brutalmente ignoranza, della gente che naviga per sentito dire o addirittura di quella che non naviga affatto.

Analizzando un campione significativo di Umanità navigante ci si rende facilmente conto che percentualmente le categorie di individui in cui ci imbattiamo in Rete collimano quasi esattamente con quelle che incontriamo quotidianamente al Bar, in Ufficio, al Parco, nella nostra personale imitazione del lettone di Putin, alla riunione di Condominio, dal Salumiere, nella camera ardente allestita per la prematura scomparsa della Signora del 5 piano oppure nella camera altrettanto ardente di quella del secondo piano che volentieri ci accoglie dentro ogni volta che il marito non c’è e noi invece ci siamo.

Una differenza non marginale naturalmente c’è ed è costituita dai vecchi rimbecilliti che non sanno usare un computer e che quindi esistono nella Società ma non nella Rete.

Si potrebbe obiettare che la loro assenza venga di fatto compensata dai giovani rimbecilliti e da quelli di mezza età che imperversano in Rete ma che non esistono nella Società.

In realtà, però, non è così perché è la qualità del rimbecillimento ad essere totalmente diversa.

Il vecchietto, volendo, potrebbe procurarsi le conoscenze ed i mezzi tecnici per navigare, sia pure precariamente. Ed esisterebbe nella Rete esattamente così com’è nella vita.

I rincoglioniti giovani e quelli di mezza età, invece, hanno una loro vivace, ed a volte paranoica, presenza virtuale. Ma non hanno alcuna possibilità di trasformarla in presenza reale perché la loro realtà si riduce ad un oscuro mondo di follia a mala pena illuminato dai freddi baluginii di un monitor solitario.

Pazzi, alienati, psicopatici, squilibrati. O semplicemente stronzi.

Comunque non compensabili, statisticamente parlando.

 

 

 

Buone Vacanze!

26 Luglio 2010 2 commenti
Un buon argomento per trascorrere le vacanze in Italia.

Un buon argomento per trascorrere le vacanze in Italia.

Vado in Vacanza. In Italia.

Il redivivo televenditore Berlusconi ci invita a trascorrere le vacanze nell’ex-Bel Paese con argomenti triti e ritriti. Ma sopra tutto falsi, dopo i danni che lui ed i suoi compari hanno arrecato all’Italia.

Io, però, ho trovato tra le macerie di cui questa destra ha disseminato il nostro disgraziato paese almeno un buon motivo per trascorrervi ugualmente le mie vacanze.

Almeno uno! Ma speriamo che ce ne siano ancora tanti altri.

Buone vacanze a tutti!

SARAMAGO

19 Giugno 2010 2 commenti
E' morto.

E' morto.

E’ morto l’uomo, combattuto ferocemente dai fascisti e dalle gerarchie ecclesiastiche geneticamente alleati contro gli spiriti liberi.  E’ morto il Premio Nobel costretto all’esilio dalla società dei potenti perché rivendicava i diritti dei poveri e degli oppressi.

Ma non è morta la voce che continuerà a cantare i suoi versi  intensi, le sue storie visionarie intrise di verità negate dal conformismo dominante, le libertà vietate a chi voce non aveva e non ha. La voce che ha scandito la sua vita e che continuerà a scandire la nostra.

Addio José!  Ti abbiamo amato e ti ameremo per sempre.

Marchetta autogestita: LEGGETE IL NARRATORE!

26 Maggio 2010 1 commento
Leggete Il Narratore. Un blog censurato.

Leggete Il Narratore. Un blog censurato.

Perdurando la censura nei confronti del mio blog  Il Narratore  mi è sembrata una buona idea farmi una marchetta autogestita, come ormai si usa per ogni nuovo libro pubblicato in Italia. Persino per quelli di Bruno Vespa. 

Non deludetemi, ed accorrete numerosi! :-)

Lettera a Berlusconi

24 Maggio 2010 2 commenti
Berlusconi in Albania. A caccia di puttane?

Berlusconi in Albania. A caccia di puttane?

La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al
>> premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle
>> “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con
>> Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza
>> all’Albania.
>> Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.
>>
>> NATA FEMMINA
>> Egregio Signor Presidente del Consiglio, Le scrivo su un giornale che Lei
>> non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il Suo
>> disinvolto senso dello humour ha toccato persone a me molto care: “le
>> belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali
>> Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli
>> scafisti, Lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo
>> fare un’eccezione”.
>> Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di
>> notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da
>> Garbagnate Milanese fino in Sicilia.
>> Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.
>> A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola:
>> “puttana.”
>> Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in
>> Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri
>> collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò
>> piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria,
e
>> chissà quanti altri.
>> E’ solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione
>> sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella
>> ragazza, sì.
>> Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non
>> diventerà mai madre e nonna.
>> Quel “puttana” sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e
di
>> fiducia nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha
>> distrutto l’utero.
>> Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il
>> titolo “Sole bruciato”.
>> Anni più tardi girai un documentario per la TV svizzera: andai in cerca
>> di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva
>> pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri
>> padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate,
>> appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi.
>> Era un padre come Lei, Presidente, solo meno fortunato.
>> E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta
>> per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
>> Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
>> E’ una storia lunga, Presidente….
>> Ma se sapessi di poter contare sulla Sua attenzione, Le invierei una
copia
>> del mio libro, o Le spedirei il documentario, o farei volentieri due
>> chiacchiere con Lei.
>> Ma l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
>> In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste
>> poche righe gliele dovevo.
>> In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania s’è inflitta molte
>> sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese
>> cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e
>> testa alta.
>> L’Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
>> Credo che se Lei la smettesse di considerare i drammi umani come
materiale
>> per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
>> Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui
>> infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e
alle
>> azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il
>> rispetto per le donne è messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non
>> sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono
solo
>> camuffate sotto gesti galanti o regali costosi.
>> Mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne
>> albanesi.
>>
>> Merid Elvira Dones

NO COMMENT

Il Narratore: Avviso alle naviganti

22 Aprile 2010 1 commento

Censurato!

                               Le mille facce della censura.

Tra le tante novità che la nuova piattaforma mi ha generosamente regalato c’è anche quella della censura operata ai danni del mio blog Il Narratore.

Si tratta di una iniziativa quantomeno singolare visto che per un lungo periodo di tempo sono stato ospite fisso della Home Page e persino di Tiscali Donna. Sia pure del tutto immeritatamente.

Ma si sa. Il progresso vuole le sue vittime sacrificali. Ed è evidente che questo nuovo corso quacchero e codino mi ha considerato tra le più adatte. In fondo è piacevole vedersi annoverare tra i predestinati.

Ci sono tanti imbecilli che vanno promuovendo i loro scritti su tutti i media e mi sembra del tutto legittimo che lo faccia anche io. Nel mio piccolo.

Una marchetta nello stile puro e genuino del mio blog.  Soltanto per dire che ci sono ancora.

Nonostante tutto.

Il Narratore. La sindrome di WordPress

coppa-tiscali1

Dedicato a Faraluna

 
Devo sinceramente ammettere che la migrazione verso la nuova piattaforma mi ha sprofondato in uno stato di disperata angoscia.
Una depressione ancora più profonda di quella di un uccello migratore, prendiamone uno a caso, un’anatra starnazzante, che partita dalla Siberia e dopo settimane di massacrante navigazione, certa di ammarare felicemente in Corea nell’ameno laghetto dei suoi sogni sbagli rotta e si ritrovi invece ad atterrare rovinosamente sul nasone di un esterrefatto Putin.
Per settimane sono rimasto inebetito davanti alla mia pagina bianca, incapace di premere sia pure un solo tasto. Assalito dalla domanda angosciosa che ancora oggi mi pongo.

 

Che fine avrebbero fatto la sudata opera del mio ingegno, o l’accattivante storia faticosamente rubata ai ricordi, una volta che avessi deciso di tramandarle ai posteri pubblicandole sui miei nuovi ed inquietanti blog?
Ed a questo punto cominciavano a scorrere davanti ai miei occhi inorriditi immagini di titanici scontri tra le mie parole ed intere falangi di cattivissimi bit la cui unica missione era quella di cancellarle dal mondo virtuale per ricacciarle nella mia mente. Sanguinarie scene di massacri informatici capaci ridurre persino la folle e cruenta saga di Matrix al grazioso e delicato livello di una serie per educande.
Dopo aver capito qualcosa, ma veramente molto poco, delle infinite potenzialità di WordPress sono arrivato alla conclusione che in fondo non è molto dissimile dal telefonino ipertecnologico che mi porto faticosamente nel taschino della giacca.
Sa fare un mare di cose, mi stordisce con gli effetti speciali, mi prepara persino il caffè al mattino e si mette a vibrare maliziosamente durante i miei incontri galanti, ma in fondo lo uso soltanto per telefonare e farmi telefonare.

Il primo, vistosissimo risultato di questa mia saggia riflessione è questo sgangherato post.

Un vero atto di coraggio, anche se forse me la sarei potuta cavare molto meglio con un sano e meno impegnativo:

  PROVA….. PRONTO PROVA….. SSSSA’….. SSSSSA’….. PROVA….. PRONTO PROVA…..SSSSSA’

 

 

Categorie:Internet, Società Tag:

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